Maestri

Maestro Salerno

E' da notarsi che l'oppio, il giusquiamo e la mandragola producono una profonda sonnolenza a causa della loro grande umidità. Se fate un cataplasma e lo ponete sul luogo dove si deve fare l'incisione o un'operazione, essi aboliranno la sensibilità completamente, per cui il dolore di qualunque specie non verrà sentito (De Renzi, Collezione Salernitana, 1852-59. V., pag. 227).

Attivo tra il 1140 e il 1166, il Magister Salernus proveniva da una nobile famiglia salernitana che, per tutto il corso del XII secolo e ancora in età angioina, risultava proprietaria di molte terre e vicina alla dinastia regnante. Tra le opere che Arnaldo da Villanova gli attribuisce si ricordano il Compendium, le Tabulae ed il Catholica, trattati di terapia generale utili alla preparazione di medicamenti, nei quali il maestro indica come avvalersi delle proprietà delle varie erbe e come combinarle fra loro per ottenere farmaci.

Il Magister Salernus è inoltre ricordato tra i Presidi della stessa Scuola, in carica negli anni in cui Egidio di Corbeil conseguì la laurea, dal momento che, in più occasioni, il medico francese lo ricorda come suo maestro. Gli ultimi anni della vita di Salernus sono legati alla testimonianza di Ugo Falcando che, accusandolo di veneficio alla corte normanna di Palermo, ne attesta la morte in carcere.